Crescia brusca di Pasqua – Pizza al formaggio marchigiana

 

Ormai siamo quasi a Pasqua e questa è la crescia per eccellenza di questo periodo. Nelle marche è tipica la crescia brusca di Urbania, mentre in tutta Italia viene chiamata Crescia di Pasqua. Mia nonna era grande esperta in questa difficile ricetta ( difficile più che altro per i lunghi tempi e per la delicatezza delle paste lievitate) ed ha sapientemente tramandato a mia Mamma la pazienza ed i gesti per ottenere questa buonissima pizza al formaggio. Ottima da accompagnare con salame o altri affettati e, naturalmente un bel bicchiere di vino rosso

Ingredienti:

600 g. di pasta di pane (farina, lievito, sale, acqua)
120 g. di lievito di birra
2 bicchieri di latte
1/2 dl di olio di oliva
8 uova
200 g. di formaggio pecorino grattugiato
250 g. di pecorino a scaglie
farina
sale e pepe

Per la cottura:

olio per lo stampo da pane
1 tuorlo d’uovo

Preparazione:

Già la sera prima mettete a bagno metà del lievito con metà latte tiepido ed impastatelo con la pasta da pane. Coprite la massa con un panno e lasciate lievitare.
L’indomani, in una ciotola ampia, aggiungete alla pasta lievitata il restante lievito di birra sciolto nel bicchiere di latte tiepido, unite l’olio poco per volta, le uova sbattute, il formaggio pecorino grattugiato ed infine le scaglie. Regolate di sale e profumate con abbondante pepe macinato al mulinello e lavorate con energia l’impasto nella spianatoia aggiungendo farina poco alla volta avendo però attenzione a non asciughi troppo conservando sempre una massa liscia e morbida.

Dividete l’impasto a filoni o pallotte a seconda del contenitore nel quale avete intenzione farlo lievitare e cuocere. Oleate i bordi dei contenitori ed adagiatevi l’impasto tenendo conto che lieviterà di circa il doppio. Coprite il tutto e lasciate lievitare per altre 3-4 ore nei pressi di una fonte di calore.

E’ ora il momento di pennellare la superficie con il tuorlo dell’uovo ( per conferire un aspetto rosolato alla crescia ), quindi infornatelo ad una temperatura di di 180-200 °C. e lasciate cuocere fino a quando la pasta, sbordata dal contenitore, non avrà assunto un aspetto asciutto. Una volta tolta dal contenitore apparirà nella classica forma a fungo. Da servire tiepida o anche fredda tagliata a fette.

Varianti:

Nell’impasto c’è chi aggiunge parmigiano reggiano ( riducendo il pecorino ); al posto dell’olio alcuni preferiscono usare lo strutto. Per decoro alcune famiglie mettono dadini di formaggio nella superficie della pizza.

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